Zone 30, la svolta entra nei quartieri: ecco dove Genova vuole rallentare il traffico e mettere in sicurezza scuole e attraversamenti

Via libera della giunta al piano per estendere Zone 30 e aree scolastiche in tutta la città. L’assessore Robotti: «questa delibera esclude esplicitamente misure generalizzate, incentivando piuttosto interventi mirati sulla sicurezza stradale adeguati ai principali standard europei di sicurezza stradale, adattati alla morfologia della città»

Genova mette un altro tassello nella riorganizzazione della mobilità urbana e prova a farlo partendo dai quartieri, dalle scuole e dagli attraversamenti più delicati. La giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo che servirà a istituire ed estendere le Zone 30 e le aree scolastiche su tutto il territorio cittadino, fissando criteri, ambiti di intervento e modalità operative. L’obiettivo dichiarato è abbassare la velocità dei veicoli, aumentare la sicurezza stradale e proteggere di più le utenze considerate vulnerabili, cioè bambini, anziani, persone con disabilità, pedoni, ciclisti e motociclisti.

L’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti definisce il provvedimento «un passaggio intermedio fondamentale per riuscire finalmente a costruire anche a Genova, in parallelo al lavoro che si sta facendo da anni nelle principali città italiane ed europee, una mobilità urbana sostenibile, inclusiva e sicura», spiegando che il punto centrale è «mettere al centro dell’attenzione e delle politiche pubbliche la sicurezza delle persone e, in particolare, degli utenti della strada più vulnerabili». Lo stesso Emilio Robotti chiarisce anche l’impostazione politica e tecnica della delibera, sottolineando che «questa delibera esclude esplicitamente misure generalizzate, incentivando piuttosto interventi mirati sulla sicurezza stradale adeguati ai principali standard europei di sicurezza stradale, adattati alla morfologia della città e ai nostri quartieri».
Il Comune, in sostanza, non annuncia una riduzione indistinta della velocità in tutta la città, ma un sistema di interventi calibrati sulle singole situazioni urbane. A orientare le scelte saranno la presenza o meno dei marciapiedi, gli attraversamenti non semaforizzati più esposti, le carreggiate strette, le curve pericolose, le pendenze, la vicinanza di scuole o altri poli sensibili, oltre ai dati sull’incidentalità e alle criticità segnalate dai Municipi. Dentro le Zone 30 e le aree scolastiche potranno trovare spazio attraversamenti rialzati, dossi, platee, isole salvagente, restringimenti di carreggiata, segnaletica più visibile, illuminazione dedicata e interventi di urbanismo tattico, insieme a percorsi tattili e raccordi senza barriere per migliorare l’accessibilità.
Il focus più concreto, però, riguarda i quartieri. In Centro Est i primi segnali arrivano soprattutto attorno ai plessi scolastici, con l’area della primaria “Mazzini” in via Accinelli, quella della primaria “A. De Scalzi-Polacco” in via Ricci, il nodo fra via Maculano e gli istituti “Fumagalli” e “X Dicembre”, oltre al nido Camelot su via Fracchia. Nel Centro Ovest il piano tocca una zona già attiva come l’anello Fanti-Carrea-Balbi Piovera e si allarga a via Lazzaro Gagliardo, salita di Granarolo, via Bologna, via Bari e via San Marino, disegnando una rete di interventi che punta a correggere criticità distribuite fra assi di quartiere e aree scolastiche.
Nella Bassa Val Bisagno il progetto passa da via Archimede, via Pinetti all’altezza della scuola Govi, piazza Galileo Ferraris, via Giacometti, piazza Martinez, via Casoni e piazza Solari. In Media Val Bisagno, oltre a via Burlando già attiva, entrano nel piano via Lucarno, via Terpi, via Mogadiscio, via Molassana, piazzale Parenzo e via da Verazzano, in una porzione di città dove traffico, densità abitativa e percorsi casa-scuola rendono il tema particolarmente sensibile.
Anche la Val Polcevera compare con un pacchetto di strade molto esteso: via Sardorella, via Borzoli, via Piombelli, via Coni Zugna e via Certosa. Nel Medio Ponente, invece, risultano già attive piazza Baracca e via Briscata, mentre sono inserite fra gli interventi da sviluppare via D’Andrade, via Vado, via dei Sessanta, via Giotto e via Ciro Menotti. Nel Ponente cittadino l’attenzione si concentra su via Villini Ambrogio Negrone, via Cravasco, già attiva, via Martiri del Turchino e via Giorgio Modugno.
Sul fronte orientale della città, nel Medio Levante entrano nella mappa via Zara, via Trento, via Borgoratti, viale Gambaro e via Piave. Nel Levante il piano tocca piazza Duca degli Abruzzi a Nervi, via Redipuglia, via Olivieri, piazza Rotonda, via Pio Settimo, via Gianelli e via Isonzo. In pratica, l’atto di indirizzo distribuisce la futura rete delle Zone 30 in tutti e nove i Municipi, con l’idea di costruire un mosaico progressivo più che un unico grande intervento uniforme.
Emilio Robotti insiste anche sull’efficacia di misure considerate relativamente semplici ma molto incisive: «Molti di questi interventi sono a basso costo e ad alto impatto, come segnaletica, attraversamenti rialzati e urbanismo tattico, con benefici enormi in termini di sicurezza e salute». E aggiunge che progettazione e attuazione saranno accompagnate «da attività strutturate di informazione, comunicazione e partecipazione, con particolare coinvolgimento di Municipi, scuole e comunità locali».
Il passaggio adesso sarà trasformare l’atto politico in cantieri, ordinanze e modifiche reali delle strade. È lì che si capirà se la strategia comunale riuscirà davvero a cambiare il volto della mobilità cittadina, rendendo più sicuri i quartieri senza trasformare le Zone 30 in un’etichetta vuota. Per il momento, però, la geografia degli interventi è già tracciata e dice una cosa precisa: la partita si giocherà soprattutto nei quartieri, davanti alle scuole e nei punti dove attraversare la strada, oggi, resta ancora troppo spesso un rischio.
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